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Enrica Crivello

Vendere corsi online gratis

Un post per chi è agli inizi, per chi non vuole o non può spendere, per chi vuole testare i corsi online – iniziando con il minor grado di sbatti possibile.

Se vuoi vendere corsi online e ti piace come è strutturato Guido dai un occhio a GuidoBiz: è probabile che faccia al caso tuo.

Questo è il quarto post della nostra serie su come vendere online. Nel primo post ci siamo chiesti cosa vogliono i clienti. Nel secondo abbiamo visto come aprire un ecommerce da zero usando Shopify. Nel terzo abbiamo parlato  di come vendere online senza ecommerce usando la vetrina di Facebook. Oggi invece proviamo a capire se si possono vendere corsi online gratis – e se sì, come.

Vendere corsi online è il nostro lavoro, quindi non è la prima volta che parliamo di questo argomento. Abbiamo già detto cosa bisogna sapere prima di iniziare a vendere corsi online e quanto è realistico aspettarsi di guadagnare. Abbiamo anche fatto un mega post riassuntone con dentro tutte le cose importanti sui corsi online – dalla scelta dell’argomento alle luci per illuminare il set. Abbiamo anche fatto un po’ di raccolte per gli abbonati a Guido. Oggi abbiamo deciso di affrontare un altro nodo cruciale: ora che ho prodotto il corso cosa uso per venderlo? Lo metto sul mio sito? Lo metto su una piattaforma – tipo GuidoBiz? E come faccio a iniziare a vendere corsi online gratis – o comunque spendendo il meno possibile?

Vendere corsi online gratis con Gumroad

Quando si tratta di scegliere uno strumento per vendere corsi online c’è l’imbarazzo della scelta. Ci sono piattaforme di ogni tipo, più o meno costose e più o meno complesse da usare. Se poi uno ha già un sito suo e vuole vendere i suoi corsi lì sopra ci sono plugin e integrazioni a bizzeffe. Per decidere in che direzione andare bisogna tenere in considerazione molti fattori diversi. Quanto posso spendere? Quanto ci voglio investire sopra? Ci sono commissioni sugli acquisti? Quanto sono alte? Ho già un sito mio? Ho già un ecommerce mio? Posso fare più o meno quello che voglio perché tanto ho appena iniziato? Ho un’attività che va avanti da tempo e devo integrare i corsi online all’interno di un’offerta più ampia? Qual è il modo più semplice, veloce ed economico per mettere in piedi questa cosa e vedere se funziona davvero o se mi sono sognato tutto?

A noi interessa soprattutto rispondere a quest’ultima domanda, perché è una domanda che vale un po’ per tutti. Testare una soluzione semplice, veloce ed economica prima di partire in pompa magna è una buona idea per tutti, a prescindere. Ci siamo messi a fare ricerca e abbiamo trovato Gumroad for Courses.

Gumroad è una piattaforma su cui si può vendere un po’ di tutto – corsi compresi – pensata per piccole attività, creativi e freelance. È essenziale e semplice da usare, con pochissimo margine di personalizzazione e una grande attenzione alla rapidità: ho fatto questa cosa, la metto su Gumroad e la vendo. Zero tempo perso, zero sbatti, zero configurazione o quasi. Non è completamente gratis ma è economica. C’è un piano gratuito che trattiene l’8,5% + 0,30 centesimi per ogni vendita e un piano a pagamento da 10$ al mese che aggiunge un po’ di personalizzazione, un po’ di funzionalità e abbassa le commissioni al 3,5% + 0,30 centesimi. Ok, quasi il 10% su ogni vendita non è pochissimo, ma difficilmente si riesce a pagare meno di così.

Gumroad  – dicevamo – è anche molto semplice da usare. Si può iniziare a vendere un corso online nel giro di mezz’ora. Nel video qui sopra ci sono tutti i passaggi spiegati, ma il giro è questo:

  • crei un account.
  • Vai su «aggiungi prodotto».
  • Dai un nome e un prezzo al corso.
  • Carichi il file che i clienti scaricheranno dopo aver pagato. Se il corso è composto da più lezioni si possono caricare tutte insieme e poi riordinarle con il drag and drop.
  • Se le lezioni sono in formato video si può selezionare l’opzione «stream only», che impedirà ai clienti di scaricare i video.
  • Il corso può avere una cover e una descrizione.
  • La scheda del corso a questo punto è completa (viene fuori piuttosto semplice, così) e può essere condivisa con il link generato al momento della creazione del corso.
  • Puoi creare codici sconto e attivare i preordini per iniziare a vendere il corso prima di averlo prodotto.

A questo punto il corso è pronto da comprare e tu puoi iniziare a venderlo e a promuoverlo.

Secondo noi Gumroad è una possibilità interessante sia per chi è agli inizi e non vuole o non può spendere sia per chi vuole testare i corsi online come prodotto per vedere se funzionano davvero. Costa poco, è facile da usare e richiede un investimento minimo dal punto di vista dei contenuti. Una volta registrati i video non c’è bisogno di molto altro. Bastano i titoli delle lezioni, il titolo del corso, un’immagine di copertina. Niente descrizioni né sales page da scrivere, niente trailer da girare, niente immagini, grafiche e video da produrre o commissionare. Sembra quasi di caricare tutto dentro a Dropbox e poi girare il link a chi ha comprato.

Quando ha senso spendere per una piattaforma?

I punti di forza di Gumroad sono anche i suoi punti di debolezza. Poter iniziare a vendere rapidamente senza perdere tempo in contenuti e in configurazione inizia a diventare un limite quando si vuole investire sui corsi online per farli diventare una parte centrale del proprio lavoro e del proprio fatturato.

Gumroad dà a chi compra i corsi un’esperienza piuttosto anonima. Vado, pago, scarico e poi? Magari mi dimentico i file che ho scaricato – o di averli scaricati e basta. Non li apro nemmeno – o tempo dopo, e devo ricordarmi in che ordine guardarli. Se invece di scaricarli bisogna guardarli online, la password e lo username chi se li ricorda? Gumroad è anche un posto molto standardizzato, in cui è difficile creare un collegamento col brand. Magari chi compra non arriva dal mio sito, dalla mia newsletter o dai miei social, ma da una ricerca su Google. Compra, scarica e se ne va e nemmeno si ricorda il mio nome. Se deve dire dove ha comprato il corso dice: «su Gumroad», sempre che si ricordi il nome. Non lo consiglia, e se lo fa consiglia la piattaforma – come per l’handmande, quando si dice «l’ho comprato su Etsy», e chi si ricorda più il nome di chi l’ha prodotto.

Produrre corsi online da vendere magari non è per forza costoso e si può fare col telefono, con la webcam, un microfono economico e la luce che entra dalle finistre del salotto di casa, ma di sicuro è impegnativo, richiede tempo, cura e concentrazione. E quando è il momento di metterci sopra un prezzo non si può pensare a quanto è stato lungo e impegnativo produrlo, bisogna stare nei limiti decisi dal mercato, sennò chi te lo compra? L’unico modo per ripagare il proprio lavoro è puntare sulla quantità.

Puntare sulla quantità significa avere molte persone che comprano e che continuano a comprare – o nel caso di un abbonamento che non lo cancellano. Questo è un risultato che si ottiene usando molti strumenti diversi. Uno di questi strumenti è la piattaforma che usi per vendere e distribuire i corsi online.

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