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«Era l’unica scema a fare le cose che voleva fare»

Trovare un punto di equilibrio tra «sapere» e «non sapere» è difficile. Sapere ciò che fanno gli altri è importante, ma è importante anche non sapere: perché gli altri, spesso, rischiano di mandarti in confusione.

Quando quattro anni fa Enrica è passata dal regime dei minimi al regime ordinario come partita IVA è successa una cosa che prima non succedeva, ed è successa di colpo, tutta in una volta. Ha iniziato a dare tantissimo peso e a preoccuparsi tantissimo di quello che facevano gli altri – dove gli altri erano i suoi colleghi e i suoi concorrenti.

Improvvisamente era come se si fosse dimenticata di tutto quello che voleva fare e che aveva trascorso anche già un paio d’anni a costruire. Ad esempio Enrica aveva già deciso di voler fare soprattutto formazione, però durante quel passaggio ha ripreso a fare tantissime consulenze. Perché? Perché gli altri facevano consulenze.

Era come se si sentisse l’unica scema a fare le cose che voleva fare, l’unica a voler improntare il suo lavoro nel modo in cui piaceva a lei. Un modo diverso da quello di tutti gli altri, che però era il suo modo e che aveva già incominciato a funzionare.

In questa puntata parliamo proprio di questo: degli altri, del peso che hanno, del peso che gli diamo e del peso che dovrebbero avere.

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  • Siamo animali sociali e ci sta che gli altri ci condizionino, quello che mi aiuta è pensare che se sono arrivata a fare quello che sto facendo è perché è quello che posso e/o voglio fare in questo momento e confrontarmi con altri apparentemente “simili” è un’ illusione di aiuto, come dite giustamente deve essere qualcuno di diverso e con competenze specifiche per la situazione, se proprio devo. Poi è anche temperamento, in passato rendevo a idealizzare molto il prossimo, quando ho aumentato la mia autostima questa tendenza è diminuita. Grazie perché è molto utile riflettere su certi argomenti e sentire “a che punto” sono.

  • Giusto un commento alla puntata che, non dire esattamente il perché dato che ci sto ancora pensando, mi è apparsa la più “debole” sinora.

    È un po’ come se non siate riusciti a coniugare in maniera compiuta, come riuscito nelle precedenti puntate, il dualismo tra aneddoto personale e considerazioni a carattere generale.
    Detta diversamente, la chiacchierata mi è apparsa slegata dal titolo … spero di riuscire a trasmettervi quello che intendo =)

  • I link di questa puntata 🔗

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