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«State esagerando con i costi, dovete darvi una calmata»

Abbiamo sempre lavorato pensando di non poterci appoggiare a nessuno, di doverci basare solo sulle nostre forze e sulle nostre finanze. Sbagliavamo.

Lo scorso novembre siamo stati una riunione con la nostra commercialista, che ci ha detto due cose. La prima: «state esagerando con i costi, dovete darvi una calmata». La seconda: «gli investimenti vanno benissimo, ma non si fanno prendendo dal flusso di cassa»

In quell’occasione abbiamo imparato che dovevamo fermarci, stimare i costi e poi chiedere un finanziamento per coprire quei costi.

Due informazioni che io ho trovato molto utili: sono uscito da quella riunione sereno, soprattutto per il fatto di avere una prospettiva delle cose da fare in futuro per avere un’attività ancora più solida. Avevo quindi voglia di condividere questa soddisfazione con Enrica, ma una volta fuori dall’ufficio della commercialista l’ho guardata in faccia e mi sono reso conto che la sua reazione non era di soddisfazione. Al contrario: sembrava che le avessero appena sterminato la famiglia.

In questa puntata parliamo di un argomento su cui abbiamo due punti di vista opposti – il mio è quello giusto, e lo razionalmente sappiamo entrambi, ma Enrica non può fare a meno di esserne spaventata. È un argomento che riguarda il rapporto con i soldi, nostro e del contesto in cui siamo cresciuti: gli investimenti.

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  • Ho ascoltato con molta attenzione e trasporto emotivo, mentre lo facevo mi veniva da piangere anche un pò. Vorrei provare a spiegare con un’immagine: a mano a mano un nodo strettissimo diveniva meno stretto, faceva meno male, lasciava più spazio, si allargava, tanto che con la giusta dose di serenità si sarebbe potuto anche sciogliere. Ho respirato, e come Enrica ha detto: mi sono sentita meno sola! di recente sono entrata anche io in banca, mi sono seduta, ed ero quasi in apnea, quando sono uscita mi sono sentita malissimo. Mi è servito molto il punto di vista di Enrica perchè è esattamente come mi sono rapportata io alla gestione economica del mio lavoro, ma senza il parere di Ivan il nodo sarebbe rimasto stretto! purtroppo non ho avuto nessuna consulenza dal mio commercialista, ci sono arrivata da sola, ho fiutato i problemi e ho provato a guardare più in grande e non più nella comfort zone, non senza paura, non senza sentirmi in colpa, divorata dall’ansia di non farcela nonostante sentivo fosse la cosa giusta. L’esito della mia richiesta è ancora in corso di valutazione, ma confesso che dopo aver ascoltato questa puntata inizio a sentirmi più umana! oltre alla mia ansia c’è da sempre anche quella della famiglia, dunque concordo che molto ha origine anche dalla nostra educazione, questo è un altro punto che mi ha scossa del vostro discorso. Se posso, consiglio l’ascolto a tutti quelli che di fronte agli investimenti si sentono piccoli, piccolissimi e anche piuttosto sfigati! credo che lo riascolterò ancora quando avrò bisogno di sentirmi bene. Grazie!

  • Ciao Valentina, a me l’ansia non è ancora passata e ti capisco al 100%. Nel frattempo – mentre lavoro a questa ansia – ho scoperto che se ne parli in giro scopri che la maggior parte delle attività passa attraverso un finanziamento, che anzi c’è un modo di vedere le cose opposto al nostro che è proprio di chi guarda con sospetto chi ha un’attività e non chiede un finanziamento. Insomma: portare le ansie in pubblico (quando ci si sente pronti) le fa rimpicciolire

  • Ho ascoltato con attenzione e dato che condividiamo la commercialista ho immaginato la sua pacatezza e serietà mentre vi diceva di fare un finanziamento!
    Ho aperto un negozio 4 anni fa ormai ed io che ero sempre stata dipendente non concepivo il concetto di finanziamento o fido.
    Mi dicevo: o fai con quel che hai o lascia perdere!! L’ho fatto all’inizio, poi ho capito che non era corretto, o meglio il mio compagno per molti aspetti mi ha illuminato su questa cosa.

    Io dico solo che i nostri genitori estinguevano mutui in 15/20 anni, risparmiavano e se non li avevano in quel momento non si andava in vacanza.
    Per molti di noi, della nostra generazione, questa dimensione è costante, sempre presente e siamo stati costretti a pensare di chiedere finanziamenti per realizzare sogni, cambiare situazioni lavorative per migliorarci o semplicemente per fare una vacanza!

    Non credo sia una colpa avere l’ansia, io ce l’ho tutti i giorni, ma in parte ho fatto pace con il mio fido che è sempre più ROSSO e con l’idea che la gestione economica della ns attività e delle ns vite personali sia paragonabile alle Montagne Russe!!

    Io su ancora una cosa però non mollo.. il mutuo!!!
    Grazie per aver letto fino a qua!

  • Tra i buoni propositi dell’anno nuovo c’è proprio quello di prendere maggiore dimestichezza non tanto con la burocrazia, quanto con tutto ciò che concerne tasse, rapporto spese/fatturato, risparmi, insomma con tutto ciò che riguarda il vile denaro e quell’abisso in cui finisce tra il sudore del lavoro e il conto in banca a fine mese. Perchè finchè rimane tipo il Nulla della Storia Infinita (che tutto ingoia e che non può essere definito) è impossibile da gestire e si trasforma in un’ansia sottile ma continua. Certo avete ragione: magari i commercialisti si calassero un po’più nel ruolo di guide in questo territorio aspro e, per certi versi, inesplorato dai non addetti ai lavori! Sono certa che anche il loro lavoro ne trarrebbe beneficio (e noi smetteremmo di temere ogni mail o chiamata da parte loro). In generale direi che manca un’educazione all’impresa i cui meccanismi basilari per me, figlia di un dipendente e una casalinga, rimangono spesso sconosciuti.
    AAA cercasi Fortunadrago.

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