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Ivan Rachieli

Pubblicare un podcast: la nostra esperienza

Tutto quello che abbiamo imparato su come pubblicare un podcast: dove pubblicarlo, come ottenere il feed RSS, quali sono le informazioni importanti, come pubblicare su iTunes e su Spotify

Oggi esce la prima stagione del nostro podcast, «Piccoli non sfigati». Evviva! 🎉  Trovate tutte le puntate qui sul sito nella pagina dedicata accompagnate da una breve descrizione e da link di approfondimento. Le puntate sono anche su Spotify e su iTunes, nei prossimi giorni arriveranno anche nelle varie applicazioni per ascoltare podcast.

La settimana scorsa abbiamo condiviso quello che sappiamo su come creare un podcast. Questa settimana facciamo un passo in più e parliamo di quello che sappiamo su come pubblicare un podcast in questo post e in un video del dietro le quinte.

Cosa serve per pubblicare un podcast

Prima di tutto: dov’è che bisogna pubblicare un podcast?

Un podcast si pubblica sostanzialmente in due posti: iTunes e Spotify. Se uno cerca su Google trova decine di servizi e applicazioni per ascoltare, cercare e trovare podcast, ma l’enorme maggioranza di questi servizi pesca dal database di iTunes. Quindi: quando hai pubblicato il podcast su iTunes l’hai pubblicato più o meno dappertutto.

Eccezione notevole è Spotify, che ha iniziato a ospitare podcast di recente ma che si è già diffuso tantissimo come alternativa ad iTunes e alle varie altre applicazioni. Perché? Perché lo usano già praticamente tutti per ascoltare musica, mette nelle condizioni di raggiungere un pubblico davvero molto grande e – cosa davvero non da poco – è molto più facile da usare di iTunes e delle varie altre applicazioni.

Ok: ora so dove devo pubblicare un podcast. Ma com’è che si fa, in pratica?

Per pubblicare un podcast serve un feed RSS!

Appunto: per pubblicare un podcast serve un feed RSS. Ma che cos’è un feed RSS? Sinceramente: in questo momento non importa sapere cos’è. Volendo comunque c’è la voce in inglese su Wikipedia e questo articolo su Copyblogger, sempre in inglese.

Semplificando tantissimo: un feed RSS è un link al tuo podcast che copi e incolli dentro iTunes e Spotify e loro si prendono tutte le informazioni sul podcast: titolo, autore, copertina, descrizione, categoria, puntate e così via. È un po’ come si faceva una volta quando c’era ancora qualcuno che andava su Facebook per condividere qualcosa: copiavi il link, lo incollavi dentro Facebook e lui si ciucciava un po’ di informazioni: titolo, descrizione, autore, immagine eccetera. Ah, bei tempi quelli.

Comunque, dicevamo: per pubblicare un podcast serve un feed RSS, che è questa specie di link magico. Come si fa ad averne uno? Così.

Il feed RSS per pubblicare un podcast si può fare gratis con WordPress

Se hai un sito WordPress puoi usare un plugin per creare il feed RSS del tuo podcast senza spendere niente.

Noi ad esempio abbiamo iniziato testando Seriously Simple Podcasting, un plugin gratuito e fatto piuttosto bene – se ne trovano anche altri, volendo – ma ci siamo accorti piuttosto in fretta che non andava bene. Senza entrare troppo nei dettagli: ci costringeva a fare un sacco di lavoro extra quando tutto quello di cui abbiamo bisogno è un feed RSS e un player da embeddare nei post del blog.

Detto questo, se uno ha un sito WordPress, non vuole o non può spendere soldi e se la sente di fare un po’ di lavoro da sé Seriously Simple Podcasting è da provare. Si possono gestire più podcast diversi dallo stesso sito, ci sono le statistiche dedicate, un media player carino per ascoltare le puntate e in generale tutto quello di cui uno può avere bisogno.

Il feed RSS per pubblicare un podcast si può fare anche con un servizio a pagamento

Che è quello che abbiamo deciso di fare noi, scegliendo Spreaker. Abbiamo scelto Spreaker per nessuna ragione in particolare, infatti il nostro non è un endorsement né una roba sponsorizzata né niente del genere. Questa è una lista con un po’ di servizi a pagamento che si possono usare per pubblicare un podcast. Bonus: se uno arriva sui vari siti partendo dai link di questa lista di solito il primo mese è gratis, che voglio dire: schifo non fa.

Comunque, dicevo: Spreaker. L’abbiamo scelto primo perché ultimamente l’abbiamo visto usare molto in giro da chi fa podcast in Italia. Io ad esempio l’ho scoperto ascoltando il podcast del nostro amatissimo Francesco Costa 💖. Poi perché visto da fuori sembrava una cosa ben fatta e semplice da usare, e tutto sommato lo è. Non al 100%, c’è qualche difetto e qualche mancanza anche un po’ inspiegabile ma in generale funziona piuttosto bene. Poi perché il prezzo è in linea con quello degli altri servizi. Noi abbiamo il piano Broadcaster da 19.99€ / mese che ho scelto per le statistiche avanzate, vedremo se passare a quello da 5.99€ / mese che per noi va altrettanto bene. E poi perché ci dà quello di cui abbiamo bisogno: un feed RSS da usare per pubblicare il podcast su iTunes e Spotify e un player da embeddare nei post del blog.

Le informazioni importanti da inserire quando pubblichi un podcast

Una volta dentro Spreaker abbiamo creato il podcast, caricato le puntate, e inserito tutte le informazioni necessarie. Quelle davvero importanti sono cinque: copertina, descrizione, categoria, autore e titolo.

La copertina del podcast

La copertina del podcast che vuoi pubblicare deve essere evidente e riconoscibile, deve farsi notare, saltare all’occhio in mezzo a tutte le altre. Ok la coerenza con l’identità visiva del tuo brand, ma secondo noi qui va bene prendersi anche un po’ di libertà. C’è chi fa una sola copertina per tutte le puntate e chi ne fa una diversa per ogni puntata. Qui dipende molto dal podcast che vuoi pubblicare.

Ad esempio se in ogni puntata hai un ospite diverso e magari pure un po’ famoso magari ha senso fare copertine diverse. Noi abbiamo scelto di fare una copertina sola per tutto per non lasciare spazio alla confusione: siamo proprio noi, il podcast è proprio questo qui, iscriviti, scarica e ascolta.

La descrizione del podcast

La descrizione del podcast che vuoi pubblicare deve essere il più chiara possibile, terra terra e senza fronzoli, specialmente se il titolo è una roba un po’ creativa e non spiega niente del podcast. Deve far capire in una frase di cosa parla il podcast e perché uno dovrebbe volerlo ascoltare.

Anche le singole puntate del podcast hanno una descrizione. Qui lo scopo è tirare dentro, incuriosire, far venire voglia di ascoltare, quindi volendo ci si può anche un po’ dilungare – come abbiamo deciso di fare noi.

La categoria del podcast

O forse sarebbe meglio dire le categorie. Spreaker fa assegnare una categoria generale al podcast – noi abbiamo scelto «Business». Poi si possono aggiungere altre sottocategorie quando si personalizza il feed RSS. Noi abbiamo scelto «Management & Marketing», «Business News» e «Personal Journals». Anche Spotify ti fa aggiungere più di una categoria quando si carica il podcast, anche diverse da quelle inserite nel feed RSS.

Le categorie del podcast che vuoi pubblicare sono importanti e vanno scelte con cura. È importante che rispecchino non solo quello di cui parla il podcast ma anche e soprattutto i temi che interessano al pubblico che vuoi raggiungere. Chi cerca podcast da ascoltare li cerca anche per tema, inoltre molte applicazioni usano le categorie per organizzare i podcast per tema, per dare suggerimenti e proporre liste di podcast consigliati divisi per categoria.

L’autore del podcast

L’autore del podcast che vuoi pubblicare deve essere il più riconoscibile possibile. Scrivi il nome con cui le persone ti conoscono pubblicamente, se è diverso dal tuo vero nome non importa. Soprattutto non scrivere il nome della tua azienda o la sua ragione sociale.

Il titolo del podcast

Qui si tratta di fare una scelta, sia per il titolo del podcast che vuoi pubblicare che per il titolo delle singole puntate. Si può decidere di scrivere i titoli pensando ai motori di ricerca – Google, ma anche quelli interni delle varie applicazioni – e usare parole che il tuo pubblico probabilmente sta cercando. Oppure si può decidere di scrivere i titoli in modo evocativo, per attrarre e interessare, senza tenere troppo in considerazione quello che il tuo pubblico sta cercando.

Sono scelte entrambe valide, l’importante è lavorare con in mente una strategia chiara. Vuoi espandere molto il tuo pubblico e entrare in contatto chi sta cercando certe parole, anche senza andare troppo per il sottile? Vai nella prima direzione. Ci tieni a restare bene dentro i confini del tuo brand e a entrare in contatto con le persone «giuste», anche a costo di raggiungerne meno? Vai nella seconda direzione.

Noi siamo andati nella seconda direzione: il podcast si chiama «Piccoli non sfigati», un’espressione che è nata su YouTube, è diventata un hashtag su Instagram e anche il nome dell’account Instagram di Guido, che nasce oggi insieme al podcast. Le puntate del podcast hanno tutte titoli piuttosto evocativi, sono pezzi di frasi che diciamo nelle varie puntate e servono soprattutto a incuriosire, far venire voglia di ascoltare.

Ora che hai il feed RSS puoi pubblicare il podcast su iTunes: evvai!

Per pubblicare un podcast su iTunes bisogna andare su iTunes Connect e entrare con un ID Apple. Se non ne hai uno o vuoi usarne uno apposta puoi crearne uno nuovo seguendo queste istruzioni. Una volta dentro clicca Podcasts Connect, incolla il feed RSS del podcast che vuoi pubblicare, clicca Convalida e poi Invia.

A questo punto non resta che aspettare che iTunes approvi il podcast. iTunes fa notoriamente piuttosto schifo, quindi quando approvano il podcast non ti arriva un’email di conferma né niente, devi andare tu a controllare che tutto sia filato liscio. Giusto per avere un riferimento: noi abbiamo messo su il podcast di lunedì pomeriggio e mercoledì mattina l’avevano approvato, quindi conta un paio di giorni.

Non ti dimenticare di pubblicare il podcast su Spotify!

Come dicevamo prima: Spotify è uno dei due posti in cui pubblicare un podcast. Il procedimento è molto simile a quello di iTunes. Bisogna andare su Spotify for Podcaster, accedere con il proprio account o crearne uno, cliccare sul pulsante verde dove c’è scritto «Get started», accettare i termini di servizio possibilmente senza leggerli prima, incollare il feed RSS del podcast da pubblicare.

Ora non resta che aspettare. Anche Spotify non ti avvisa quando approva il podcast, quindi devi andare tu a controllare a manina. Anche in questo caso dopo un paio di giorni avevano approvato il podcast.

Hai pubblicato il podcast: ora è il momento di ascoltarlo

Quando ho chiamato Enrica per dirle che il podcast era pubblicato su Spotify e su iTunes lei ha detto: «bene, così adesso possono non ascoltarlo mai più». Se non sei come noi e non ti fai tutti questi problemi dopo aver creato un podcast e averlo pubblicato avrai voglia di ascoltarlo usando una delle applicazioni disponibili. Queste sono quelli che usiamo o che abbiamo provato:

  • Apple Podcasts: di default per i dispositivi Apple e solo per dispositivi Apple. Gratis.
  • Spotify: per iOS, Android, Mac, Windows, Linux, web e chi più ne ha più ne metta. Gratis con pubblicità, senza pubblicità pagando un abbonamento.
  • Acast: quella che usa Enrica. Per iOS, Android e web. Gratis.
  • Overcast: sviluppata da Marco Arment, quello di Tumblr. Solo per iOS. Gratis con pubblicità, senza pubblicità pagando un abbonamento.
  • Spreaker: per iOS e Android. Gratis.

Questa invece è una lista lunghissima di applicazioni di cui non sappiamo neinte ma che volendo uno può provare.

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